I capolavori del jazz Verve rivivono in una collana di vinili 33 giri

 

“A Love Supreme” di John Coltrane è un album che tutti gli appassionati di musica dovrebbero possedere ed aver ascoltato più di una volta e ciò a prescindere dal genere che si predilige. In effetti quella di Coltrane è un’opera straordinaria, uno di quei capolavori che illuminano tutta un’esistenza, un’opera che illustra meglio di mille parole la tensione spirituale di un artista.

Ebbene, è proprio con “A Love Supreme” che Hachette lancia la collezione “I capolavori del jazz in vinile”, una collana di vinili da 180 g., che raccoglie le voci e la musica delle leggende di “Verve Music Group”, ossia di quella leggendaria etichetta discografica statunitense specializzata in jazz, fondata nel 1956 dal produttore discografico e impresario Norman Granz.

Così gli appassionati vecchi e nuovi avranno la possibilità di accedere ad opere che hanno davvero scritto la storia del jazz: dall’inarrivabile “Summertime” di Gershwin interpretato da Ella Fitzgerald e Louis Armstrong, al lirismo tormentato di Chet Baker a Parigi, dalle sperimentazioni armoniche dell’innovatore Gil Evans, al voluttuoso sound di Stan Getz, da Dizzy Gillespie e lo spirito del be-bop, alla regina del canto jazz, Billie Holiday…

Il tutto impreziosito da ristampe perfette nella purezza e nella resa sonora ma anche nelle piccole, emozionanti imperfezioni” del sound. Protette nella loro custodia a busta, identica in ogni dettaglio alla veste grafica della prima edizione. Ad “accompagnare” il disco, un fascicolo con la guida all’ascolto dei brani, la storia dell’album, gli aneddoti e la biografia dell’artista. Fattori, questi da non trascurare e che anzi rappresentano un valore aggiunto dal momento che la parte “scritta” è curata da uno dei massimi esperti del settore quale Marco Giorgi che “A proposito di Jazz” è lieto di annoverare tra i propri collaboratori.

Alla prima uscita dedicata a John Coltrane faranno seguito altre 39 pubblicazioni tra cui “Porgy & Bess” nella storica interpretazione di Ella Fitzgerald e Louis Armstrong, uno “Chet Baker Quartet” del 1955, “Out Of The Cool” di Gill Evans, “West Coast Jazz” con Stan Getz e Shelly Manne, “The Greatest Trumpet Of Them All” con l’ottetto di Dizzy Gillespie featuring Benny Golson.

I “Capolavori del jazz in vinile” sono disponibili in edicola e sul sito https://www.jazzinvinile.it?cmp=APROPOSITODIJAZZ_327; la prima uscita è al prezzo di lancio di € 7,99 oppure è disponibile on-line sul sito sopra citato con l’offerta di 2 uscite a solo € 16,99 e, in più, interessanti regali riservati agli abbonati.

Marilena Paradisi e Kirk Lightsey: A New Birth

Mercoledì 23 gennaio 2019
Ore 21.00
Auditorium Parco della Musica
Teatro Studio Borgna
Viale Pietro de Coubertin 30
Roma

MARILENA PARADISI & KIRK LIGHTSEY
IN CONCERTO:
A NEW BIRTH

Biglietti: da 15.00 €
Biglietteria 892.101

Ticket One:
https://www.ticketone.it/tickets.html?affiliate=FMR&doc=erdetaila&fun=erdetail&erid=2311400

Una rinascita. O meglio, una nuova nascita. A New Birth. E’ questa la parola d’ordine di un graditissimo ritorno, quello di Marilena Paradisi e Kirk Lightsey, che a un anno di distanza dal loro ultimo concerto romano risalgono sul palco dell’Auditorium Parco della Musica mercoledì 23 gennaio 2019 in un prezioso happening di grande jazz per voce e pianoforte, che suggella il primo passo di un nuovo percorso insieme.

Lo straordinario duo si ricompone sull’onda lunga del successo dell’album Some Place Called Where (pubblicato dalla norvegese Losen Records e per l’occasione distribuito in Italia da Egea), recensito in tutto il mondo e premiato per l’eccezionale interplay e l’intesa artistica tra il pianista di Detroit, figura monumentale della storia del jazz, e la cantante italiana, autrice di otto album assai apprezzata dalla critica internazionale per l’abilità nel produrre un timbro aderente all’estetica dei brani, per la presa sul testo e la capacità interpretativa. Sul palco romano nuove magiche storie da raccontare, un repertorio fortemente condiviso da questo duo che propone una fusione tra la tradizione, la storia del jazz e la sperimentazione.

Some Place Called Where ha ottenuto recensioni importanti su prestigiosi magazine stranieri come JazzTimes, JazzHot, Jazz Profile, Music Web International, Albany Jazz (che ha menzionato l’album tra i Top 2017), ma anche su importanti testate italiane come Musica Jazz, Jazzit, Italia In Jazz, A proposito di Jazz oppure Il Manifesto, Internazionale, Jazz Convention e L’Isola della musica italiana: i giornalisti hanno apprezzato la combinazione di esperienze, sensibilità e maturità, nonchè l’intrigante scelta dei brani. Un “repertorio di nicchia” utile all’espressività diretta, immediata e toccante di Marilena e Kirk, che aprono le porte sul loro mondo: quello dell’improvvisazione e della voce come strumento per la Paradisi, quello degli anni passati con Chet Baker, Dexter Gordon, Pharoah Sanders e Lester Bowie, ma anche dell’amore per la musica classica, per Lightsey.

Il titolo dell’album proviene dall’omonimo pezzo di Wayne Shorter, scelto da Marilena in una scaletta sentita e vissuta con Kirk. Come dichiara David Fishel nelle note di copertina, «Portrait (Mingus), Little Waltz (Carter) e Like A Lover (Caymmi) sono un buon esempio di questa musica scelta per profondità e sincerità, Fresh Air è un brano di Kirk che rappresenta bene il dialogo tra i due, Kirk ci regala anche un solo di flauto incantevole e lirico. Il suono complessivo è molto più pieno di quanto si possa aspettare da un duo, con la progressiva gamma armonica di Kirk e la qualità del tocco, quasi da accompagnamento orchestrale. Ma è l’intimità dell’interazione tra i due che più colpisce».

Info:

Marilena Paradisi:
https://www.facebook.com/marilenaparadisiofficial/

Il Direttore e la Redazione di A Proposito di Jazz si stringono con affetto ai famigliari delle vittime di Genova

“Uno squarcio nel cuore di Genova”. Così il Cardinale Bagnasco ai funerali di Stato delle vittime del crollo del ponte Morandi, avvenuto il 14 agosto.

In questa giornata di lutto nazionale, il Direttore Gerlando Gatto, l’editore e la redazione di A Proposito di Jazz esprimono cordoglio per le vittime e profonda vicinanza alle loro famiglie, ai feriti e alla città di Genova, colpita al cuore così duramente da questa tragedia.

Un ringraziamento speciale va a quanti stanno lavorando senza sosta affinché non si fermi la macchina dei soccorsi: Vigili del Fuoco, Forze dell’Ordine, Protezione Civile, Personale medico, unità cinofile.

 

 

ORTACCIO JAZZ FESTIVAL 2018: un fotoreportage

Dovevo seguire ORTACCIO JAZZ dandovene conto con i miei articoli ma all’ultimo ho dovuto rinunciare. Noi di A Proposito di Jazz non rinunciamo però a documentare questo Festival che amiamo particolarmente e abbiamo chiesto al fotografo ADRIANO BELLUCCI di inviarci i suoi scatti: perché come sapete, per noi la musica si ascolta anche guardando. Teniamo molto, oltre che a scrivere, anche a dare una testimonianza visiva alle nostre parole.
Le foto sono bellissime e speriamo vi piaccia provare ad immaginare suoni ed atmosfera a partire da questo reportage fotografico. Buon viaggio.

Lo Staff di ORTACCIO JAZZ FESTIVAL

Piazzetta Ortaccio, 11 Luglio 2018

NTJO – NEW TALENT JAZZ ORCHESTRA

DIRETTA DAL MAESTRO MARIO CORVINI

Piazzetta Ortaccio, 12 Luglio 2018

GIOVANNI GUIDIFABRIZIO BOSSO

“NOT A WHAT” omaggio a Bill Evans
Fabrizio BOSSO tromba
Aaron BURNETT sax tenore
Giovanni GUIDI pianoforte
Dezron DOUGLAS contrabbasso
Joe DYSON batteria

Piazzetta Ortaccio, 13 Luglio 2018

STEFANO DI BATTISTA QUARTET

“PARKER’S MOOD” omaggio a Charlie Parker
Stefano DI BATTISTA, sax
Andrea REA, pianoforte
Daniele SORRENTINO, contrabbasso
Luigi DEL PRETE, batteria
guest WALTER RICCI, voce

Piazzetta Ortaccio, 14 Luglio 2018

GIOVANNI FALZONE QUINTET
“FAR EAST TRIP” omaggio a Duke Ellington

Giovanni FALZONE, tromba
Massimo MARCER, tromba
Massimiliano MILESI, sax
Andrea BARONCHELLI, trombone
Alessandro ROSSI, batteria

Piazzetta Ortaccio, 15 Lugio 2018

FRANCESCO BEARZATTI TRIO
“DEAR JOHN” open letter to Coltrane

Francesco BEARZATTI, sax
Luca COLUSSI, batteria
Benjamin MOUSSAY, pianoforte

 

“L’altra metà del Jazz” risuona alle falde dell’Etna

Nel meraviglioso scenario naturale di Puntalazzo, in una grotta alle falde dell’Etna con in basso il panorama di una Catania riccamente illuminata, il nostro direttore Gerlando Gatto ha presentato, il 28 luglio scorso,  la sua recente creatura editoriale “L’altra metà del Jazz” edito da KappaVu/Euritmica.

La serata è stata semplicemente perfetta, a momenti anche toccante quando in apertura Gatto ha sfiorato le corde degli affetti. In realtà, per lui siciliano di Catania, “emigrato” a Roma all’inizio degli anni ‘70 per l’impossibilità di trovare lavoro in Sicilia, tornare nei luoghi che l’hanno visto crescere, forte di una prestigiosa realizzazione (è il secondo volume in due anni dopo “Gente di Jazz”, edito sempre da KappaVu/Euritmica) è stato un evento emozionante. Anche perché nell’occasione è stato circondato dall’affetto delle persone (parenti e amici) che non hanno voluto mancare all’appuntamento, contribuendo così all’ottima riuscita della serata. Al riguardo, determinanti gli apporti di Francesco Vaccaro, musicista ben noto, che ha introdotto e guidato la serata, e di Rosalba Bentivoglio, una delle  grandi vocalist italiane la cui intervista figura nel libro. Si è così sviluppato un intenso e interessante colloquio a tre voci incentrato sul ruolo e l’importanza del jazz al femminile.

ph: Enrico Guarrera“Ruolo e importanza” – ha sottolineato Gatto – “che oramai nessuno osa mettere in discussione dal momento che mentre prima la musicista jazz era quasi esclusivamente una cantante, oggi le donne suonano qualsivoglia strumento, compongono e dirigono esattamente come un uomo”. Allora non c’è più alcuna differenza? Su questo eterno interrogativo è intervenuta la Bentivoglio, sottolineando come le donne abbiano una sensibilità sicuramente diversa rispetto a quella di un uomo, differenza che quindi si manifesta anche nella musica.

 

ph: Enrico GuarreraLa presentazione si è chiusa con note non proprio ottimistiche sul futuro del jazz e sul ruolo dei mass media.

Giusto il tempo di un cambio d’abito e la Bentivoglio è riapparsa sul palco per dar vita ad uno splendido concerto su cui a breve ci riferirà lo stesso Gatto.

da Redazione

La Redazione di A Proposito di Jazz ringrazia Enrico Guarrera per la concessione delle immagini.