I NOSTRI CD

Emanuele Coluccia – “Birthplace” – Workin Label
Emanuele Coluccia, pianista e multistrumentista, presenta “Birthplace”, cd edito da Workin Label in collaborazione con Puglia Sound.  Un disco in cui si relaziona ai validi Luca Alemanno al contrabbasso e Dario Congedo alla batteria, che ha come idea di partenza anzi di ritorno il rientro a casa dopo lo smarrimento del viaggio, l’approdo al luogo di nascita, inteso come proprio presente emotivo, vita interiore, come culla di sentimenti ed espressione creativa. Sono otto suoi brani, a parte “Azzurro” di Paolo Conte, che all’origine si configurano come semplici appunti, idee melodiche affiorate nei momenti più imprevedibili della giornata, non dunque come ci si potrebbe aspettare sollecitate davanti ad un pianoforte, un sax, una chitarra, ma fuori, in movimento, fissate in genere sul cellulare.  Schizzi che poi al momento opportuno vengono organizzati sul piano armonico e inquadrati seguendo una sintassi jazzistica all’interno di una cornice che è appunto quella stilistica del mondo musicale d’appartenenza, formatasi anche tramite la pluriennale esperienza artistica in Europa ed a New York.
L’album si presenta come note di un diario di note, genius loci di storia umana e artistica, in una narrazione fatta di temi (in uno dei quali, “Eagle’s Wish”, c’ė l’apporto della vocalist Carolina Bubbico) costruiti con attenzione al suono, al suo scorrere, resi con un pianismo immediato, dai riflessi coloristici mutevoli, fluido, come la placenta di un grembo materno, sia detto metaforicamente, per indicare quel luogo di provenienza e d’arrivo a cui l’album, tutto, protende.

Double Cut – “Mappe” – Parco della Musica Records
Il quartetto Double cut presenta “Mappe”, secondo album pubblicato da Parco della Musica Records. La formazione, abbastanza inusuale, annovera i due sassofoni di Tino Tracanna e Massimiliano Milesi, con una sezione ritmica composta Giulio Corini al contrabbasso e Filippo Sala alla batteria e affini. Ma perché mai Mappe? Proviamo ad immaginare un navigatore satellitare che non sia ben aggiornato e che porti, si, a destinazione ma attraverso un percorso frastagliato, più lungo, certamente più panoramico e variegato. È così che si passa da un brano alla Ornette Coleman (“Spiritual Legacy”) ad un omaggio a Jimmy Giuffre con la riproposizione della sua “The Train and The River” a mò di boogie-shuffle; dall’omaggio divertito a Tom Waits in “Love and Love Again” ai giochi infantili dell’onirico “Biglie e Castelli di Sabbia”, scritto dal batterista (le altre composizioni sono in alternanza di Milesi e Tracanna). Il sat nav ci porta su e giù per la carta geomusicale, fra esplosioni ritmiche (“Olii esausti”) e contrasti armonici (“Triads”), twist (“Charivari”) e improvvisazioni corali (“Settepersette”) fino a “Pow How”, l’indianino animato dei Caroselli di una volta che diventa titolo per un brano basato su una nota sola (no, la samba omonima non c’entra!) legata ad una sequenza ben ritmicizzata. Buon per Tracanna aver trovato un alter ego ideale in Milesi. C’era gente, nel jazz, come Roland Kirk che i due sax se li suonava da solo! I due musicisti, per quanto di personalità differente, lavorano, è il caso di dire, di concerto, impiegando energia e voglia di sperimentazione in congiunzione. Double Cut, Doppio taglio, allora, per I Due Tenori (ma anche soprano e strumentario vario) sta per questo approccio duplice al materiale da segnare durante il percorso: put on the map.

Marco Magnelli – “Dress Code” – Nusica.org
In diverso modo legata allo stato d’animo degli artisti è la proposta discografica del chitarrista trentaseienne Marco Magnelli, cosentino di nascita, bolognese d’adozione, che licenzia in Trio, per i tipi musicali di Nusica.org, l’album “Dress Code”. Titolo che dà l’idea di una musica che “veste” la nudità del vuoto, con una chitarra struccata che abbiglia il suono in modo circolare, lo avvolge di accessori funk e rock, lo avviluppa entro collane di note e si mostra, come in un fashion show, su una pedana dove una compiacente sezione ritmica ne sostiene il passo a volte felpato altre volte calcato con decisione. I modelli, in senso musicale, sono Brill Frisell e Esbjörn Svensson ma la trama del tessuto è di conio artigianale, preparata in team con Federico Gueci al contrabbasso e Simone Sferruzza alla batteria. Il “Dress Code” di Magnelli and partners è casual, nelle parti improvvisate; sofisticato, nei momenti più soft dell’esecuzione; a tratti di taglio semiformale. La scaletta si alterna fra “Ironic Smile” e “Piccoli Idilli” per trasformarsi infine in “Wild”, che è il brano in cui partecipa l’ospite Mariolino Stancati, musicista sperimentale conterraneo di Magnelli. Quasi come se il cerchio si facesse quadrato per occupare integralmente l’habitus entro cui i musicisti si son mossi fino a qualche momento prima.

Federica Michisanti – “Silent Rides“ – Filibusta Records
Stefano Bonnot di Condillac riconduceva le facoltà attive dell’anima alle sensazioni.
Le quali, secondo il filosofo, si trasformavano in azione attraverso fibre nervose e movimenti non essendo l’anima, senza il corpo, in grado di generare alcuno sviluppo. Questo è quanto ricordava, nel 1832, lo storico della filosofia Guglielmo Tennenmann nel suo manuale storico-filosofico. E questo è quanto è venuto in mente al cospetto dell’album “Silent Rides”, del Federica Michisanti Horn Trio, edito da Filibusta Records. In effetti la giovane contrabbassista romana potrebbe esser vista come una ideale continuatrice di Condillac per il rilievo che l’impulso delle sensazioni assume nella sua pratica musicale. Fatta di un jazz molto “a pelle” in cui lo strumento ė funzionale ad “animare” armonie attraverso contrappunti, fraseggi in sequenza, linee improvvisative… qualità che si vanno sempre più riscontrando nella consolidanda tradizione del contrabbassismo femminile. In questa direzione l’essere affiancata, nella suite in otto tracce, dal sax e clarinetto di Francesco Bigoni e dalla tromba di Francesco Lento, la affranca ulteriormente da quei compiti canonici che di norma vengono assegnati ai bassisti. Per girare o meglio viaggiare (Rides) verso territori espressivi già silenti, senza ostruzioni e paletti stilistici e, con tono discorsivo e tocco leggero, cesellare il proprio percorso ricucendone le trame creative unificandoci gli interessanti spunti dei due fiati, spesso intersecati, protagonisti per niente complementari del progetto.

Mattia Parissi Trio e Òligo al Rossini Jazz Club di Faenza

Giovedì 6 dicembre, alle 22, si terrà il primo doppio concerto della stagione del Rossini Jazz Club di Faenza. Sul palco infatti si esibiranno il Mattia Parissi Trio, formato da Mattia Parissi al pianoforte, Emanuele Di Teodoro al contrabbasso e Andrea Ciaccio alla batteria, e, a seguire, Òligo, il trio costituito da Enrico Ronzani al pianoforte, Henrique Molinario al contrabbasso e Giacomo Scheda alla batteria. La rassegna diretta da Michele Francesconi si presenta in questa stagione con due cambiamenti sostanziali: il Bistrò Rossini di Piazza del Popolo è il nuovo “teatro” per i concerti che si terranno di giovedì. Resta immutato l’orario di inizio alle 22. Il concerto è ad ingresso libero.

Il Mattia Parissi Trio nasce principalmente dall’amicizia che lega i tre componenti e dalla loro grande passione comune per il jazz. Se i tre musicisti si propongono insieme solo da qualche mese, e questo rende la formazione un progetto a tutti gli effetti inedito, Parissi, Di Teodoro e Ciaccio hanno già collaborato insieme in altri contesti e in formazioni più ampie. Il Mattia Parissi Trio intende il Jazz nel suo senso più ampio, senza porsi barriere stilistiche o di genere: la sua musica si apre a ogni forma di contaminazione e spazia dallo swing alla musica brasiliana, passando per riferimenti importanti come Bill Evans, Wayne Shorter, Chick Corea o Pat Metheny. Influenze presenti tanto nell’arrangiamento di standard appartenenti alla tradizione quanto nell’esecuzione di brani originali.

Òligo è “quantità limitata”. Limitata nel numero di elementi che compongono la formazione, limitata come la durata di un disco per sintetizzare una storia lunga dieci anni, storia che a tratti procede univoca, a tratti divisa in tre. Tre idee e background musicali sempre messi in discussione, divergenti, che improvvisamente entrano in collisione. Questo il percorso distillato da Enrico Ronzani, Henrique Molinario e Giacomo Scheda nella loro musica e nell’approccio stilistico ed estetico al jazz. Il trio suonerà i brani del disco in uscita a febbraio 2019.

La rassegna musicale diretta da Michele Francesconi, dopo oltre dieci anni, cambia sede e si sposta al Bistrò Rossini che diventerà, ogni giovedì, il Rossini Jazz Club: la seconda importante novità riguarda proprio il giorno della settimana, si passa appunto al giovedì come giorno “assegnato” ai concerti. Resta invece immutato lo spirito che anima l’intero progetto: al direttore artistico Michele Francesconi e all’organizzazione generale di Gigi Zaccarini si unisce, da quest’anno, la passione e l’accoglienza dello staff del Bistrò Rossini e l’intenzione di offrire all’appassionato e competente pubblico faentino una stagione di concerti coerente con quanto proposto in passato.

Giovedì 13 dicembre, sempre alle 22, la prima parte della stagione del Rossini Jazz Club di Faenza si competa con il concerto del duo formato da Andrea Massaria e Bruce Ditmas, rispettivamente chitarra e batteria.

Il Bistrò Rossini è a Faenza, in Piazza del Popolo, 22.

Luca Ciarla Solorchestra @ Rossini Jazz Club, Faenza

Giovedì 29 novembre, sempre alle 22, la stagione del Rossini Jazz Club di Faenza prosegue con Luca Ciarla Solorchestra, il concerto in solo del violinista Luca Ciarla. La rassegna diretta da Michele Francesconi si presenta in questa stagione con due cambiamenti sostanziali: il Bistrò Rossini di Piazza del Popolo è il nuovo “teatro” per i concerti che si terranno di giovedì. Resta immutato l’orario di inizio alle 22. Il concerto è ad ingresso libero.

Un violino, alcuni strumenti giocattolo. Passo dopo passo, con un pedale loop, Luca Ciarla esegue dal vivo tutte le parti, suonando il violino come una chitarra, un violoncello o una percussione. Un fantasioso mondo musicale in cui il musicista canta, fischia, suona altri piccoli strumenti e aggiunge sempre nuovi passaggi virtuosistici: la musica si evolve continuamente trasformandosi in una vera e propria “solo string band”. Il programma presenta insoliti arrangiamenti di brani della tradizione popolare italiana, musiche del bacino del Mediterraneo e composizioni originali.

Nato a Termoli, in Molise, inizia a suonare il violino e il pianoforte all’età di otto anni. A dodici studia al conservatorio e pochi anni dopo inizia ad esplorare il jazz e l’improvvisazione. Si laurea in violino nel 1993 e poi studia presso la Scuola di Musica di Fiesole e la Scuola di Alto Perfezionamento di Saluzzo. Nel 1996 si trasferisce negli Stati Uniti per seguire un master dell’Indiana University e per studiare jazz con David Baker. Successivamente porta a termine anche un dottorato in arti musicali dell’ Università dell’Arizona dove insegna per alcuni anni. Vincitore di vari concorsi in Italia e all’estero, è stato premiato nel 1999 dalla prestigiosa organizzazione newyorkese Chamber Music America. Nel corso degli anni Luca Ciarla ha lavorato con artisti del calibro di Greg Cohen, Chris Jarrett, Daniele Sepe, Joshua Bell, Edgar Mayer, Daniele Scannapieco, Danilo Rea, Sylvain Gagnon, Anthony Fernandes, Luciano Berio, Andrea Piccioni, Meklit Hadero, Simone Zanchini, Lello Pareti, Marco Siniscalco, Marina Rei, Rodolfo Maltese, Paola Turci, Luigi Tessarollo, Ferruccio Spinetti, Mark Rush. Dopo aver registrato con varie prestigiose etichette discografiche, fonda la Violipiano, casa di produzione che si occupa della sua attività artistica a 360 gradi. Dal 2012 tiene master class incentrati sullo sviluppo creativo nel mondo degli archi.

La rassegna musicale diretta da Michele Francesconi, dopo oltre dieci anni, cambia sede e si sposta al Bistrò Rossini che diventerà, ogni giovedì, il Rossini Jazz Club: la seconda importante novità riguarda proprio il giorno della settimana, si passa appunto al giovedì come giorno “assegnato” ai concerti. Resta invece immutato lo spirito che anima l’intero progetto: al direttore artistico Michele Francesconi e all’organizzazione generale di Gigi Zaccarini si unisce, da quest’anno, la passione e l’accoglienza dello staff del Bistrò Rossini e l’intenzione di offrire all’appassionato e competente pubblico faentino una stagione di concerti coerente con quanto proposto in passato.

Giovedì 6 dicembre, sempre alle 22, la stagione del Rossini Jazz Club di Faenza propone un dopppio concerto. Nella prima parte della serata, si esibirà il Mattia Parissi Trio, formato da Mattia Parissi al pianoforte, Emanuele Di Teodoro al contrabbasso e Andrea Ciaccio alla batteria. A seguire, poi, sarà sul palco del club faentino Òligo, il trio costituito da Enrico Ronzani al pianoforte, Henrique Molinario al contrabbasso e Giacomo Scheda alla batteria.

Il Bistrò Rossini è a Faenza, in Piazza del Popolo, 22.

Swing Friends al TrentinoInJazz

Domenica 25 novembre 2018
Ore 19.30
Bar Circolo Operaio Santa Maria
Via Santa Maria 8
Rovereto (TN)

SWING FRIENDS

Primo appuntamento autunnale del TrentinoIn JazzClub, il ciclo del TrentinoInJazz ideato da Emilio Galante per coinvolgere i club di Trento e Rovereto, con un concerto all’insegna dello Swing, come recita in pieno il nome del quartetto invitato a Rovereto: Swing Friends.

Dietro questa sigla si celano quattro grandi nomi del jazz nostrano, un quartetto con i fiocchi composto da tre genovesi e un trentino: Giampaolo Casati (tromba), Gianluca Tagliazucchi (piano), Aldo Zunino (contrabbasso), Enrico Tommasini (batteria). I primi tre sono anche coinvolti nell’esperienza tutta genovese della Bansigu Big Band ma come singoli Casati è attivo dagli anni ’80 con Gianni Basso, Tullio De Piscopo, poi Rava, Tonolo, Bonaccorso e moltissimi altri; anche Tagliazucchi debutta negli anni ’80, alternando attività didattica a arrangiamenti e collaborazioni, da Lee Konitz a Tiziana Ghiglioni; Zunino è uno storico contrabbassista assiduo frequentatore di palchi italiani ed esteri insieme a colossi come Steve Grossman e Bobby Durham ma anche Zegna e Faraò. Enrico Tommasini ha una lunga esperienza dalla seconda metà degli anni ’70 e ha suonato con Michael Lösch, Massimo Urbani, Florian Bramböck, Flavio Boltro, Pietro Tonolo, Sandro Gibellini, Helga Plankensteiner e molti altri.

Prossimo appuntamento con il TrentinoInJazz giovedì 29 novembre: No More Minimal a Rovereto.

Emilio Marinelli Dope 3 @ Rossini Jazz Club, Faenza

Giovedì 22 novembre 2018, il Rossini Jazz Club di Faenza propone il concerto di Emilio Marinelli Dope 3 con Emilio Marinelli al pianoforte e alle tastiere, Gabrielele Pesaresi al contrabbasso e al basso elettrico, Stefano Paolini alla batteria e al kaos pad e John Michael Mawushie al beat-box. La rassegna diretta da Michele Francesconi si presenta in questa stagione con due cambiamenti sostanziali: il Bistrò Rossini di Piazza del Popolo è il nuovo “teatro” per i concerti che si terranno di giovedì. Resta immutato l’orario di inizio alle 22. Il concerto è ad ingresso libero.

Il concerto dell’Emilio Marinelli Dope 3 è un viaggio musicali ricco di contaminazioni e suggestioni sonore tra jazz, elettronica e nuove tendenze della Black Music.

Il pianista Emilio Marinelli – jazzista, arrangiatore e compositore, con una solida esperienza di leader di formazioni e con un variegato e prestigioso ventaglio di collaborazioni nel suo curriculum – propone questo nuovissimo progetto con l’intento di avvicinare la tradizione jazz ad una contemporaneità raffinata ma fruibile, cercando di far convivere la gestualità e le intenzioni stilistiche di generi come hip-hop, rock, funk con la libertà espressiva e l’estemporaneità del jazz.

Pur discendendo dalla classicissima forma del trio jazz composto da pianoforte, contrabbasso e batteria, l’Emilio Marinelli Dope 3 evolve e potenzia la sua sezione ritmica con la presenza di John Michael Mawushie a.k.a JBEAT, laureatosi campione italiano di beat-box nel luglio 2018. Il meglio in circolazione sul suolo Italiano. Energia, ricerca sonora e groove sono le caratteristiche principali di questo combo, completato da una ritmica esperta e capace di straordinaria musicalità come sanno assicurare il contrabbassista Gabriele Pesaresi e il batterista Stefano Paolini, musicisti attivi nella scena jazz italiana e, a loro volta, entrambi già band leader e compositori.

La rassegna musicale diretta da Michele Francesconi, dopo oltre dieci anni, cambia sede e si sposta al Bistrò Rossini che diventerà, ogni giovedì, il Rossini Jazz Club: la seconda importante novità riguarda proprio il giorno della settimana, si passa appunto al giovedì come giorno “assegnato” ai concerti. Resta invece immutato lo spirito che anima l’intero progetto: al direttore artistico Michele Francesconi e all’organizzazione generale di Gigi Zaccarini si unisce, da quest’anno, la passione e l’accoglienza dello staff del Bistrò Rossini e l’intenzione di offrire all’appassionato e competente pubblico faentino una stagione di concerti coerente con quanto proposto in passato.

Giovedì 29 novembre, sempre alle 22, la stagione del Rossini Jazz Club di Faenza prosegue con Luca Ciarla Solorchestra, il concerto del violinista Luca Ciarla.

Il Bistrò Rossini è a Faenza, in Piazza del Popolo, 22.

Carlo Atti & Pat Senatore Quartet dal vivo all’Elegance Cafè

Carlo Atti, classe 1968, è da molti considerato uno dei più influenti sassofonisti jazz europei. Esterna un’eloquenza elegante e raffinata, in un discorso musicale in cui ognuna delle sue note ha un peso, una profondità ed una sensibilità che la rendono essenziale in seno a un discorso melodico ineccepibile in quanto ad equilibrio, finezza e articolazione. In trent’anni di carriera ha avuto modo di farsi apprezzare tanto in Italia quanto all’estero, collaborando con artisti americani di chiara fama come Joey DeFrancesco, Steve Grossman e molti altri. Ha inoltre partecipato ad alcune produzioni di artisti pop italiani (Lucio Dalla, Gianni Morandi, Rossana Casale). Lungo l’ultimo decennio ha suonato in prestigiosi club italiani ed europei con alcune formazioni espressamente costruite attorno alle sue doti di improvvisatore e comunicatore attraverso l’universale linguaggio della musica. Nel 2016 incontra Pat Senatore, contrabbassista americano, di recente trasferitosi a Roma, che vanta una carriera di oltre 50 anni a fianco di personaggi leggendari della storia del jazz: tra i due si crea una immediata sintonia musicale, che porta Pat ad invitare Carlo a suonare con lui a Los Angeles nello storico Vibrato Jazz Club. Tornati in Italia, i due musicisti continuano a collaborare, dando vita ad un progetto musicale basato sull’interplay e sul reciproco ascolto, utilizzando alcuni standard tratti dal Great American Songbook ed alcune composizioni di Coltrane, Silver e Shorter, come trampolino di lancio per una costante esplorazione musicale, rispettosa della tradizione mainstream eppure assolutamente attuale, moderna, fresca e originale.
Sul palco Carlo Atti (sax), Pat Senatore (contrabbasso), Pietro Lussu (piano) e Marco Valeri (batteria).

Venerdì 30 novembre
ore 21 e ore 23.30 (doppio set)
Elegance Cafè Jazz Club
Via Francesco Carletti, 5 – Roma
Euro 15 (concerto e prima consumazione)
Infoline +390657284458