Comincia ORTACCIO JAZZ 14′ edizione

E’ al via Ortaccio Jazz, già arrivato alla 14′ edizione. Si parte mercoledì 11 luglio. Noi di A proposito di Jazz abbiamo conosciuto dal vivo questo Festival l’anno scorso: Daniela Floris ha passato tre giorni in mezzo al Jazz, alla gente di Vasanello, ad un paese in fermento, assistendo ad eventi di grande livello organizzati da un gruppo di amici che sono riusciti a creare l’atmosfera giusta, in un posto incantato, e tutti ad ingresso libero.
Il programma di questa nuova edizione è ricchissimo. E vale la pena di affacciarsi su un Festival “alternativo” a quelli patinati e un po’ impersonali dell’estate. Sono i Festival che ci piacciono e che seguiamo volentieri, quelli che danno ossigeno al mondo del Jazz.  Nella piazzetta fervono gli ultimi preparativi

Qui sotto il programma  completo. Date un’occhiata!

ORTACCIO JAZZ 2018

14^ Edizione

11-15 LUGLIO 2018

VASANELLO (VT)

#OJ2018

INGRESSO GRATUITO

 

L’Ortaccio Jazz Festival è ai nastri di partenza. Mercoledì 11 luglio 2018 prenderà il via la quattordicesima edizione che si annuncia, anche quest’anno, densa di appuntamenti interessanti e di buona musica.

La rassegna è organizzata dall’Associazione Culturale “Messico e nuvole” con il patrocinio della Regione Lazio, della Provincia di Viterbo, del Comune di Vasanello e dell’Università Agraria di Vasanello. La manifestazione sarà ad ingresso gratuito e tutte le sere in attesa dei concerti offrirà la possibilità di degustazioni enogastronomiche in Piazzetta OJ nella ormai amatissima Cantina OJ

 

Cinque serate di grande jazz italiano da ascoltare nel cuore del centro storico di Vasanello.

 

PROGRAMMA 2018

11 LUGLIO          NTJO – New Talents Jazz Orchestra diretta da Mario Corvini

12 LUGLIO          NOT A WHAT- FABRIZIO BOSSO GIOVANNI GUIDI

13 LUGLIO          STEFANO DI BATTISTA QUARTET

14 LUGLIO          FAR EAST TRIP – GIOVANNI FALZONE

15 LUGLIO          DEAR JOHN – FRANCESCO BEARZATTI

 

La direzione artistica è lieta di presentare il programma della 14° edizione di Ortaccio Jazz Festival.

SUONARE IL JAZZ. Cinque sere, cinque diversi modi di suonare la tradizione. Cinque diversi interpreti alle prese con autori, stili e generi del passato. Si parte dalle suggestioni musicali di Thelonious Monk, compositore e pianista dalle incredibili doti improvvisative, passando attraverso il confronto con le sonorità orientali della “Far East Suite” di Duke Ellington fino ad arrivare all’omaggio esplicito ed originalissimo ad uno dei più grandi sassofonisti della musica jazz: John Coltrane. Senza dimenticare il confronto con la tradizione melodica europea ed italiana.

Del resto se, come diceva Bill Evans, il jazz “is not a what, it’s a how” anche Ortaccio, nel suo piccolo, cerca di coglierlo.

DESCRIZIONE DEI CONCERTI

11 LUGLIO NTJO – New Talents Jazz Orchestra diretta da Mario Corvini

Con il sostegno del MiBACT e di SIAE, nell’ambito dell’iniziativa “Sillumina – Copia privata per i giovani, per la cultura”.

Nel 2018 la New Talents Jazz Orchestra presenta il progetto musicale “Our Monk”, dedicato interamente a Thelonious Monk, artista eclettico e originale, che ha rappresentato la sfera bebop a New York.

Dagli anni ’40 ad oggi le sue composizioni sono tra le più suonate nel repertorio jazz, ma gli arrangiamenti pensati e realizzati ad hoc dai giovani talenti dell’orchestra daranno una propria visione della sua musica fuori dagli schemi strutturali. Il materiale compositivo di Thelonious Monk è il punto di partenza delle composizioni originali realizzate dall’orchestra, che opera trasformando i pattern e i riff originari in opere nuove, così da mantenere una linea stilistica unica, rendendo l’opera fluida e innovativa.

Solista per l’occasione sarà il giovane sassofonista Vittorio Cuculo, cresciuto tra le fila dell’Orchestra e talento ormai riconosciuto a livello nazionale.

La New Talents Jazz Orchestra è una formazione musicale nata nel 2012 sotto la guida del trombonista e arrangiatore Mario Corvini e costituita da 17 giovani talentuosi musicisti provenienti da varie regioni italiane.

Nei sei anni di attività la New Talents Jazz Orchestra ha proposto progetti molto differenti l’uno dall’altro, confrontandosi con il repertorio classico delle orchestre jazz fino ad arrivare alla presentazione di lavori originali. In questo percorso musicale numerose sono state le collaborazioni con musicisti di fama internazionale quale Enrico Pieranunzi, Stefano Di Battista, Roberto Gatto, Maurizio Giammarco, J. Girotto, ecc.

 

12 LUGLIO NOT A WHAT FABRIZIO BOSSO GIOVANNI GUIDI

Fabrizio Bosso, Tromba

Aaron Burnett, Sax Tenore

Giovanni Guidi, Pianoforte

Dezron Douglas, Contrabbasso

Joe Dyson, Batteria

Giovanni Guidi e Fabrizio Bosso hanno percorso strade molto diverse: Guidi pianista per anni alla corte di Enrico Rava, dopo alcune incisioni per CAM Jazz è   approdato alla blasonata etichetta ECM, con cui ha già registrato tre album da leader, Bosso, arrivato ai massimi vertici a livello mondiale del suo strumento, ha inciso da leader per Blue Note, Verve ed ora Warner. I due incontratisi durante la scorsa estate ad Umbria Jazz, dove hanno diviso il palco, l’uno con il quintetto di Enrico Rava e Tomasz Stanko, l’altro con il proprio progetto dedicato a Gillespie “ The Champ” , hanno pensato bene di unire le loro forze in una idea che li potesse spingere a oltrepassare i confini della loro personale ricerca musicale.  Per far ciò hanno voluto che il gruppo fosse completato da tre giovani talenti indiscussi del jazz newyorchese del calibro di Aaron Burnett, sax tenore che sta bruciando le tappe a New York (Wynton Marsalis, Esperanza Spalding, Kurt Rosenwinkel), Dezron Douglas affidabilissimo e propulsivo contrabbassista (Ravi Coltrane, Louis Hayes, Cyrus Chestnut) e Joe Dyson, tra i più richiesti giovani batteristi oggi in circolazione. Il gruppo, che prende spunto per la sua denominazione da una frase del grande Bill Evans “jazz is not a what, it is a how”.

 

13 LUGLIO STEFANO DI BATTISTA QUARTET

Stefano Di Battista, sax alto e soprano

Andrea Rea, pianoforte

Daniele Sorrentino, basso

Luigi Del Prete, batteria

Torna a Ortaccio Jazz Festival uno dei più importanti sassofonisti della scena italiana ed internazionale. Stefano di Battista con il suo quartetto, ripercorrerà le tappe della sua carriera attraverso il repertorio dei suoi best-of! Il concerto è proprio da non perdere! Di Battista nasce a Roma da una famiglia di musicisti ed appassionati di musica. Ha iniziato a studiare il sassofono all’età di 13 anni in una banda di un piccolo quartiere, composta principalmente da ragazzini. E’ qui che, fino all’età di 16 anni, Stefano ha sperimentato quella che sarebbe diventata una delle qualità essenziali della sua musica: l’allegria. Durante questo periodo ha due incontri decisivi che lo indirizzano verso la sua vocazione: scopre il jazz, innamorandosi del suono “acidulo” di Art Pepper (“…immediatamente volevo suonare in quel modo… fu l’inizio della mia passione”) e incontra l’uomo che diventerà il suo mentore, il leggendario alto sassofonista Massimo Urbani (“lui era un mostro, suonava senza conoscere cosa venisse dopo. Istintivamente.”). La sua strada è ormai segnata: Stefano sarà un musicista jazz. Viaggerà in lungo e largo in Italia e nel mondo portando la sua musica e diventando uno dei musicisti di jazz italiani più famosi al mondo.

14 LUGLIO GIOVANNI FALZONE FAR EAST TRIP

Giovanni Falzone, tromba e arrangiamenti

Massimo Marcer, tromba

Massimiliano Milesi, sax tenore e baritono

Andrea Baronchelli, trombone e tuba

Alessandro Rossi, batteria

Giovanni Falzone, uno dei più interessanti e creativi trombettisti europei rilegge la Far East Suite di Duke Ellington accostando 4 brani della suite originale -Tourist Point Of View; Blue Bird Of Delhi; Blue Pepper; Amad – ad altrettante sue composizioni originali concepite e scritte come omaggio al pensiero musicale del Duca. Ne viene fuori un mix intrigante di old & new jazz con esplosioni di lontano oriente. Facendo un lavoro di ricerca compositiva convenzionale e non, Falzone ha cercato di miscelare il jazz con tutte le forme di scrittura e improvvisazione che durante il XX Secolo si sono avvicendate. Le composizioni sono caratterizzate da una forte componente ritmica e melodica, attraverso la quale il gruppo muove l’intero quadro sonoro. Fanno parte di questo progetto musicisti capaci e attenti con i quali il Leader ha instaurato un rapporto di complicità ed intesa musicale, grazie soprattutto alla loro sensibilità e capacità di muoversi in diversi contesti creativi.

 

15 LUGLIO FRANCESCO BEARZATTI DEAR JOHN

Francesco Bearzatti | sassofoni

Luca Colussi | batteria

Benjamin Moussay | tastiere, fender rhodes

Dopo la morte di John Coltrane, avvenuta il 17 luglio 1967, il mondo della musica si è come tutto sintonizzato sul suo stile del periodo di mezzo: quello del quartetto modale, il più accessibile ed euforico, profondamente legato a un’ispirazione spirituale.

Questo stile è diventato parte del linguaggio jazzistico ed è spesso ridotto a pura formula. E’ per questo che per MetJazz 2017 Francesco Bearzatti (1966) ha immaginato questo omaggio a John Coltrane. Perché Bearzatti viene stilisticamente da un mondo piuttosto lontano e vive un diverso rapporto tra la musica e valori civili. Eppure come sax tenore non può non fare i conti con Coltrane, con la sua energia, con l’alta aspirazione spirituale, con la lucida apertura di ricerca. Per questo l’omaggio di Bearzatti non può che essere personale ed eccentrico, fin dalla scelta della formazione, un trio rhythm’n’blues (il sound con cui Coltrane è maturato). Ci sono tutte le premesse per affrontare una pagina nuova su Coltrane.
Francesco Bearzatti ci ha abituato ad aspettarci l’imprevisto. Nel corso della sua carriera, ogni nuovo progetto ha costruito immagini inaspettate e sorprendenti: Thelonious Monk mescolato al rock’n’roll, una suite dedicata alla fotografa Tina Modotti, il sax che viene filtrato dall’elettronica fino a trasformarsi in una chitarra elettrica. Stavolta, ha scelto di rendere omaggio a John Coltrane, a cinquant’anni dalla morte, ma lo ha fatto a modo suo, scrivendo una lettera aperta al grande sassofonista. La formazione è un trio sax-batteria-Fender, che richiama le sonorità del soul-jazz e del rhythm’n’blues: quelle, guarda caso, con cui Coltrane esordì e crebbe, prima di lanciarsi nell’esplorazione introspettiva della musica e dello spirito. Lo accompagnano il batterista Luca Colussi e il tastierista francese Benjamin Moussay, un artista abituato a incrociare mondi sonori diversi, dal jazz alla classica, fino al rock e all’elettronica.

 

TESSERA SOCIO ORTACCIO JAZZ FESTIVAL

Vuoi diventare socio di OJ Festival? Anche quest’anno hai la meravigliosa opportunità di sottoscrivere la tessera SOCIO SOSTENITORE e vivere il festival in prima fila! Nelle due versioni GOLD (50 euro) e SILVER (20 euro) avrai diritto ad una consumazione gratis per sera. In più, per chi sottoscrive la tessera GOLD, anche uno sconto del 50% sull’acquisto della maglietta e un posto in prima fila per tutti i concerti. [PER AVERLA] Ti aspettiamo il mercoledì e il sabato presso l’ufficio “Informa Turismo” di via Roma a Vasanello.

Puoi anche prenotare la tessera inviando un messaggio a info@ojfestival.it oppure, con un SMS, ai numeri: 335 7533476 e 3342556798 e ritirarla la sera dei concerti al banco bar della piazza.

 

CANTINA OJ

 

 

Tutte le sere, prima dell’inizio dei concerti, si può comodamente cenare alla Cantina OJ. Aperta esclusivamente solo durante i giorni del festival. Piatti tipici della tradizione, alimenti a Km 0 e vino delle migliori cantine della zona.

Anche quest’anno il menù presenta delle grandi novità: oltre al piatto OJ che ormai è un must della Cantina (salumi, verdure grigliate, formaggi freschi e stagionati) si potranno gustare anche:

 

  • Prosciutto e melone
  • Friselle con pomodorini e mozzarella di bufala
  • Fieno al ragù
  • Farro con pomodori, olive e rucola
  • Cous Cous di verdure
  • Zuppa di moscardini
  • Porchetta
  • Fricciolose
  • Dolci secchi

 

CONTATTI

Associazione Culturale “Messico e nuvole”

Via G. Marconi, 46 – 01030 VASANELLO (VT)

mail: info@ojfestival.it – masterclass@ojfestival.it

web: www.ojfestival.it

info e prenotazioni: 335 7533476

 

#OJ2018
📍 Tutti i concerti sono gratuiti
📍 Kids friendly
📍 Cena con #CantinaOJ

 

INFO POINT
Vasanello Città > http://bit.ly/2qEcxOH
Come Arrivare > http://bit.ly/2qEcxOH
ORTACCIO JAZZ ☎ 348 5739663
tutti i Concerti http://bit.ly/OJConcert
Sito Web > http://ojfestival.it/
OJ Storia > http://bit.ly/2q0kPwh
Instagram > ortacciojazzfestival
Twitter > ojfestival

Facebook > ortacciojazz

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Sara Jane Ghiotti Group @ Zingarò Jazz Club, Faenza

Sara Jane Ghiotti Group @ Zingarò Jazz Club, Faenza

Sara Jane Ghiotti Group
(apertura Fiato al Brasile 2018)
Sara Jane Ghiotti. voce
Andrea Taravelli. basso
Simone Migani. pianoforte
Pasquale Montuori. batteria

Mercoledì 7 febbraio 2018. ore 22
ingresso libero

Zingarò Jazz Club
Faenza. Via Campidori, 11
social: www.twitter.com/zingarojazzclub ; www.facebook.com/zingaro.jazzclub

La stagione dello Zingarò Jazz Club di Faenza prosegue, mercoledì 7 febbraio 2018, con il Sara Jane Ghiotti Group, composto da Sara Jane Ghiotti alla voce, Andrea Taravelli al basso, Simone Migani al pianoforte e Pasquale Montuori alla batteria. Il concerto fa parte anche del cartellone di Fiato al Brasile 2018. La serata è ad ingresso libero con inizio alle 22.

Sara Jane Ghiotti affronta in questo sua nuova formazione la musica di tre grandi compositori – Edu Lobo, Milton Nascimento e Guinga – per un vero viaggio nella Musica Popolare Brasiliana, dallo Choro, alla Bossa Nova e al Samba. Ne risulta un suono jazzistico che non snatura l’anima popolare del progetto e ne rivela la chiave della contaminazione, vero cuore vibrante di questa musica.

La cultura musicale del Brasile è il risultato di un melting pot stratificato nel corso dei secoli: una terra che ospita un popolo variegato trova altrettante sfumature nella sua musica. Gli arrangiamenti dei brani, interamente curati da Sara Jane Ghiotti, riflettono in modo naturale questa varietà di stili e accenti espressivi.

Il concerto del Sara Jane Ghiotti Group fa parte anche del cartellone di Fiato al Brasile 2018, il festival dedicato alla musica e alla cultura del Brasile, fortemente voluto dalla Scuola di Musica Sarti di Faenza. Anche quest’anno, inoltre, la rassegna si concluderà allo Zingarò Jazz Club con il Concerto Finale in programma lunedì 12 febbraio 2018.

Mercoledì 14 febbraio 2018, la stagione dello Zingarò Jazz Club prosegue con “Schubert In Love” il nuovo progetto di Plankton, la formazione guidata dalla sassofonista Helga Plankensteiner. Il progetto è sovvenzionato dalla Provincia Autonoma di Bolzano. Plankton è un sestetto composto da Helga Plankensteiner al sax baritono e alla voce, Matthias Schriefl alla tromba, Gerhard Gschlössl al trombone, Michael Lösch all’organo Hammond e al pianoforte, Enrico Terragnoli alla chitarra e al banjo e Nelide Bandello alla batteria.

Lo Zingarò Jazz Club è a Faenza in Via Campidori, 11.

Jazz. Un disco al giorno

Jazz. Un disco al giorno
un programma di Fabio Ciminiera
su RadiostART

Il titolo rivela già tutto. Ogni giorno, su RadiostART, Fabio Ciminiera presenta una novità discografica legata al mondo del jazz.

Ogni puntata dura venti minuti e saranno tre i brani proposti dal disco scelto. Nella maggior parte dei casi, si tratterà di lavori pubblicati di recente, in modo da esplorare insieme agli ascoltatori il panorama del jazz dei nostri giorni. Di tanto in tanto, però, ci concederemo degli excursus nel passato o in territori musicali altri: se per i grandi capolavori della storia del jazz non c’è bisogno di troppe spiegazioni, gli “sconfinamenti” verso linguaggi diversi ci condurranno verso dischi che possono essere, a ragione o a torto, secondo prospettive dirette o trasversali, annoverati tra le ispirazioni dei jazzisti che troviamo oggi sui palchi dei festival e negli scaffali dei negozi di dischi.

Il programma va in onda ogni giorno, alle 18, dal lunedì al venerdì.

Per ascoltare RadiostART, ci sono diverse modalità:
– collegarsi al sito radiostart.it
– andare sulla pagina facebook.com/radiostart.it/app/337680106275807/ e avviare il player
– scaricare la App gratuita Tunein (Android / iOS)

Naturalmente, sul sito di RadiostART, saranno disponibili tutte le puntate in podcast.

La pagina di riferimento del programma è facebook.com/iltempodiunaltrodisco e l’hashtag è #jazzundiscoalgiorno

Marilena Paradisi e Kirk Lightsey in concerto a Roma!

Sabato 20 gennaio 2018
Ore 21.00
Auditorium Parco della Musica
Teatro Studio Borgna
Viale Pietro de Coubertin 30
Roma

MARILENA PARADISI & KIRK LIGHTSEY
IN CONCERTO

Biglietti:

Posto unico 15.00€
Biglietteria 892.101

Ticket One: http://www.ticketone.it/marilena-paradisi-kirk-lightsey-biglietti.html?affiliate=ITT&doc=artistPages%2Ftickets&fun=artist&action=tickets&kuid=544231

Sabato 20 gennaio al Teatro Studio Borgna dell’Auditorium Parco della Musica il 2018 comincia in grande stile con uno dei più attesi concerti del momento: Marilena Paradisi e Kirk Lightsey! La vocalist italiana e il pianista americano si sono di recente incontrati nel disco Some Place Called Where, pubblicato dalla norvegese Losen Records. Un disco importante e ambizioso, al tempo stesso delicato, intimo e prezioso, per voce e pianoforte: la stessa combinazione di note e sensibilità che approda all’Auditorium romano per un concerto da non perdere.

Some Place Called Where è l’ottavo album di Marilena Paradisi, che dopo tre dischi centrati sul jazz e quattro tra contemporanea e improvvisazione totale, si avvicina nuovamente alla musica delle origini: lo fa con maturità, con una sensibilità nuova e con una straordinaria partnership, quella del grande Kirk Lightsey. Il titolo dell’album proviene dall’omonimo pezzo di Wayne Shorter, scelto da Marilena insieme agli altri che compongono una scaletta profondamente sentita e condivisa con Kirk. Come dichiara David Fishel nelle note di copertina, «Portrait (Charles Mingus), Little Waltz (Ron Carter) e Like A Lover (Dori Caymmi) sono un buon esempio di questa musica scelta per profondità e sincerità, Fresh Air è un brano di Kirk che rappresenta bene il dialogo tra i due, Kirk ci regala anche un solo di flauto incantevole e lirico. Il suono complessivo è molto più pieno di quanto si possa aspettare da un duo, con la progressiva gamma armonica di Kirk e la qualità del tocco, quasi da accompagnamento orchestrale. Ma è l’intimità dell’interazione tra i due che più colpisce».

Some Place Called Where contiene un “repertorio di nicchia” utile però all’espressività diretta, immediata e toccante di Marilena e Kirk, che in soli quaranta minuti trasportano il loro mondo: quello dell’improvvisazione, degli studi in India, della voce come strumento per la Paradisi, quello degli anni passati con Chet Baker, Dexter Gordon, Pharoah Sanders e Lester Bowie, ma anche dell’amore per la musica classica, per Lightsey. Il disco sta raccogliendo pareri sempre più entusiasmanti in Italia: “Marilena Paradisi licenzia un album dove la sua voce calda e acuta si incontra con un’eccellenza del pianoforte” (Il Manifesto); “Un dialogo simbiotico, denso di feeling e pathos, ornato da un’atmosfera placida e da un mood onirico che infondono un senso di pace interiore” (Italia in jazz); “Un album arioso e dai toni morbidi, da degustare con una certa predisposizione e con l’intento, fondamentale, di assaporarlo davvero nota per nota” (L’Isola della Musica Italiana); “Vocalità eccelsa, arrangiamenti essenziali per un lavoro di altissima qualità” (Radiocoop); “Un progetto che rivela la notevole personalità dei suoi autori senza artifici o filtri d’ogni sorta, che nasce per comunicare, emozionare e per esprimere il piacere e la magia del far musica insieme” (BlogFoolk); “Sentire questo ottantenne di Detroit che dà in pasto alla cantante una melodia dolcissima, e chiude con un assolo di flauto dolce è una cosa bella” (Internazionale).

Info:

Marilena Paradisi:
https://www.facebook.com/marilenaparadisiofficial/

La stagione 2017/18 dello Zingarò Jazz Club di Faenza

La stagione 2017/18 dello Zingarò Jazz Club di Faenza

Zingarò Jazz Club
Faenza. Via Campidori, 11
social network: www.facebook.com/zingaro.jazzclub ; www.twitter.com/zingarojazzclub

Mercoledì 27 settembre 2017, con il concerto del duo The Godivas, prende il via la nuova stagione di concerti dello Zingarò Jazz Club di Faenza. Come di consueto, i concerti sono tutti ad ingresso libero e si terranno di mercoledì, con inizio alle 22, nella splendida sala al numero 11 di Via Campidori.

Una stagione di trenta appuntamenti con un filo narrativo in grado di affiancare espressioni più canoniche e formazioni maggiormente rivolte alla sperimentazione: un risultato conseguito grazie alla varietà stilistica delle scelte di Michele Francesconi, direttore artistico della rassegna. Saranno presenti, oltre ai concerti, anche diversi incontri con i protagonisti del panorama jazzistico nazionale: una peculiarità ormai caratteristica che rende lo Zingarò Jazz Club una realtà conosciuta ed apprezzata su tutto il territorio italiano. Nel prossimo cartellone, in particolare, saranno ospiti Enrico Bettinello per la presentazione del suo libro Storie di Jazz e Luca Bragalini con il suo lavoro dedicato alla dimensione sinfonica dell’opera di Duke Ellington.

La stagione si apre con la performance estroversa e irriverente di The Godivas, il duo formato da Messalina Fratnic e Silvia Wakte. E si prosegue, poi, con un mosaico vario e particolareggiato del jazz italiano: gli appassionati ascoltatori dello Zingarò Jazz Club avranno modo di ascoltare tanto la musica dei protagonisti presenti sui palchi dei festival più importanti che quella dei talenti emergenti. E, naturalmente, ci sarà modo di dare visibilità alle formazioni nate sul territorio e di esplorare i territori sonori vicini al jazz. (altro…)

Some Place Called Where: Marilena Paradisi e Kirk Lightsey!

MARILENA PARADISI | KIRK LIGHTSEY
Some Place Called Where
8 tracce | 44.57 minuti
Losen Records

«Dopo una lunga fase dedicata all’improvvisazione totale, alla ricerca e al rapporto col “suono” sviscerato in ben quattro album, ognuno con una particolarità come improvvisazione sulle immagini, la dialettica col silenzio, l’improvvisazione del testo, la dialettica con la risonanza, è come se sentissi di aver concluso un grande capitolo della mia storia, e ho sentito l’esigenza di tornare a “interpretare”, a cercare di raccontare storie attraverso l’uso della parola. Sono passati anni, sono accadute così tante cose che ora sento una differente maturità, un differente approccio alla musica e ai testi, inoltre sento che la mia voce è molto cambiata». Sono le parole di Marilena Paradisi, utile premessa per capire la “complessità risolta” di un disco importante e ambizioso, ma anche delicato, intimo, prezioso, come Some Place Called Where. L’ottavo album della vocalist italiana, che dopo tre dischi centrati sul jazz e quattro tra contemporanea e improvvisazione totale, si avvicina nuovamente alla musica delle origini: lo fa con maturità, con una sensibilità nuova e con una straordinaria partnership, quella del grande Kirk Lightsey.

Pubblicato dalla norvegese Losen Records, Some Place Called Where non è un disco solista con un “featuring”, lo straordinario pianista di Detroit non fa da “special guest”: si tratta infatti di un’opera nata da un duo, forte di un repertorio condiviso, di una comune sensibilità, della stessa visione magica e “olistica” del fare musica. Un senso di scoperta e di luminosità pervade l’intero album, con lo stesso stupore di quando Marilena vide per la prima volta Kirk dal vivo: «Kirk è un musicista che ho avuto la fortuna di ascoltare live e sono sempre rimasta colpita e affascinata dal suo pianismo, dal suo stile, oltre che dalla sua energia e vitalità vulcaniche. È un polistrumentista. Oltre al pianoforte suona il flauto e il violoncello. Ha uno stile inconfondibile, un tocco meraviglioso che fa cantare i tasti, una scelta armonica davvero inusuale che attinge alla musica classica, che lui ascolta moltissimo. Lui stesso, pur avendo vissuto la vera storia di questa musica, non ama etichettarsi come musicista di Jazz, non ama come viene usata oggi questa parola. Per lui è talmente profonda da spiegare – direi un modo di essere – che non ha senso come viene intesa normalmente. Per questo Kirk ama dire che la musica è “magica” oppure… non è musica! Lui cerca costantemente la magia quando suona, e ti invita a cercarla anche in te. Poche note e crea subito un’atmosfera, fa delle scelte armoniche davvero inusuali che ti portano sempre a nuova ispirazione».
Kirk Lightsey rilancia: «È un progetto davvero speciale per me perché suonare in duo e con questa scelta di repertorio mi fa trovare un suono orchestrale dal pianoforte che è molto importante per me. Trovare in quella musica il suono di suspense, mistero, senso di spazio infinito, affetti e sentimenti è importante per il mio feeling nella musica. Marilena ha una voce molto speciale e con molto talento, potrei dire tecnicamente per il suo particolare timbro, per intonazione, musicalità, flessibilità, espressività e il suo stare sul tempo, ma in una sola parola è “molto artistica”, e con questo intendo dire che è in grado di cantare profondamente i suoi sentimenti e per questo è espressiva e perfetta per questo repertorio». (altro…)