Apertura il 4 luglio della Rassegna alla Casa del Jazz di Roma

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Enrico Rava

Enrico Rava

Enrico Rava sta proponendosi in molti festival nazionali alternando vari organici, soprattutto il quintetto Tribe ed il Parco della Musica Jazz Lab con cui suona il repertorio di Michael Jackson arrangiato da Mauro Ottolini. Entrambi i gruppi sono documentati da album Ecm: il piccolo gruppo nel 2011 con l’omonimo “Tribe” e l’ensemble di dodici elementi nel 2012 (“Rava on the Dance Floor”).
Con Tribe il trombettista e band-leader ha aperto la rassegna della Casa del Jazz (“Jazz Festival 2012”, 4-31 luglio), confermando le qualità di un gruppo che fa dell’ e della relazione tra musicisti i perni della propria estetica. Gianluca Petrella al , Giovanni Guidi al pianoforte, Gabriele Evangelista al contrabbasso e Fabrizio Sferra alla batteria rappresentano ormai un collettivo rodato che, però, non cessa di mettersi in gioco, correndo sul filo sospeso di esibizioni che hanno elementi di continuità come di radicale differenza. Il trombettista – a conclusione della tesa, applaudita e lunga performance capitolina – si è rivolto al pubblico usando, tra le altre, le seguenti parole:” Se vi è piaciuto il concerto comprate il nostro Cd dove troverete la stessa musica; se invece non vi è piaciuto compratelo ugualmente perché troverete musica del tutto diversa”.

C’è parecchia verità in quello che sembra un gioco di parole: nei confini di un repertorio di una quindicina di brani (tra cui Tribe, Amnesia, Choctaw e Tears for Neda) il quintetto si muove agilmente ed audacemente senza spartiti, in una serrata, spesso polifonica dialettica fra i suoi componenti. La musica, tutta composta da Rava, subisce un’incessante trasformazione – che cambia, sera dopo sera – attraverso mutamenti di tempo, scansione, velocità, prevalere di momenti melodici o ritmici, esplodere di situazioni free. La batteria di Fabrizio Sferra (il “meno giovane”, oltra al settantatreenne Rava) ne è il brillante combustibile ma tutti contribuiscono alla costruzione del ritmo, del suono, dei temi, delle armonie e delle atmosfere: il piano materico ed ermetico di Guidi, il contrabbasso percussivo e corposo di Evangelista, il trombone “futurista” e macerato di Petrella che a fianco di Rava trova spesso l’ispirazione e la misura giuste. Il trombettista, dal canto suo, non si pone come un “deus ex machina” essendo, al contempo, al di sopra ed alla pari dei suoi musicisti. In tal modo i cambiamenti, le variazioni, gli assoli, le chiamate possono venire da qualsiasi membro del quintetto anche se spesso è Rava, con la sua straordinaria esperienza ed il suo carismatico suono, a tirare le fila. Di certo il capo di una “tribù” democratica che produce una musica lirica ed inquieta, poco consolatoria e per niente calligrafica.
Tra i prossimi del “Jazz Festival 2012” della Casa del Jazz il Roy Hargrove 5tet (22/7), Cristina Zavalloni & Radar Band (23/7), Brian Blade & the Fellowship Band (25/7), Dee Dee Bridgewater (26/7), Enzo Pietropaoli 4tet (30/7) e Roberto Gatto New York 4tet (31/7).

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