Alexanderplatz, 16 aprile 2013

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De Aloe Carboni (foto Daniela Crevena)

De Aloe Carboni (foto )

Sono suoni quasi inediti quelli che nascono da un di armonica a bocca e arpa, e quando li ascolti nascere, come per il De Aloe – Carboni ti chiedi come mai ancora non siano stati percorsi, come mai in pochi musicisti li abbiano scoperti in tutta la loro delicata bellezza.

E dunque è bello che sia avvenuto questo incontro tra due artisti che hanno deciso di interagire proprio per il sound particolare dei loro strumenti.

Come avrete sentito dalla nostra intervista in podcast il legame tra i brani scelti è quello di “suonare ciò che ci piace”. E dunque ascoltare in un club questo concerto dal vivo è divertente perché il repertorio è vario e De Aloe e Carboni lo affrontano sfruttando tutte le potenzialità sonore a loro disposizione.

Si parte con un brano Jazzistico di Fulvio di Castri, in cui l’ arpa simula un contrabbasso, apportando un vigoroso ostinato che poi si ammorbidisce e si stempera nella dolcezza eterea dei suoni che ci sono noti. Si passa poi a Jobim, con la bossanova così cara a De Aloe, che si coccola la melodia di “Eu preciso de você”.  Il viaggio procede con la “Sicilienne” di Faurè, passando per Hermeto Pascoal, o “Sister Moon” di Sting… ma anche brani originali come “Il bosco che chiamano Respiro” o “Ciao Manu”, ma anche per i Beatles. Tutto è percorso da melodie dolci, o struggenti, e che passano con naturalezza dall’aria dell’armonica cromatica alle vibrazioni delle corde dell’arpa, che  tra le dita della Carboni prendono consistenza tra arpeggi morbidi ma anche tra determinanti accenti ritmico dinamici. La melodia non viene mai mai lasciata indietro, piuttosto si reinventa, disgregandosi, riaggregandosi.  Gli effetti elettronici dell’arpa moltiplicano i suoni, eternano riff sui quali sia De Aloe sia Carboni si può permettere di giocare, inventare e dialogare, evocando immagini, o stati d’animo, o anche semplicemente suoni bellissimi da ascoltare.

De Aloe (foto Daniela Crevena)

De Aloe (foto Daniela Crevena)

E’ un’atmosfera particolare, eterea ma anche fortemente tangibile, perché questo duo non rinuncia allo swing, né alla bellezza del ritmo, né al divertimento, che provengono da dialoghi serrati in cui il tema cantato dall’armonica è sempre sostenuto da un’arpa che si rivela cangiante, dolce o assertiva, melodica o armonica, ricca di possibilità timbriche.

Dopo quindici brani all’Alexanderplatz il pubblico chiede il bis: e con si chiude un concerto di suoni solo fino ad oggi ancora inesplorati.

Carboni (foto Daniela Crevena)

Carboni (foto Daniela Crevena)

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