Ray Gelato and the Giants

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Piazza Cagnasso, 7 giugno, ore 21:30

Ray Gelato (Voce e Sax Tenore)
Paul Booth (Sax Tenore)
Andy Rogers (Trombone)
Daniel Marsden (Tromba)
Gunther Kurmayr ()
Daniel Hayhurst ()
Mattew Clive Home (Batteria)

La serata finale del Festival gli organizzatori la affidano ad un Re del Jazz di intrattenimento, ove per intrattenimento intendiamo il Jazz che fa divertire, ballare, cantare. E infatti le mille persone presenti in piazza si sono divertite da pazzi, e Alba Jazz ha potuto avere un gran finale scoppiettante, una vera festa in piazza cui hanno partecipato bambini, adulti, anziani, giovani di ogni tipo. E se pensate che fare questo genere di musica simile sia facile da fare vi sbagliate di grosso. Perché non c’è niente di più triste e sciatto che il Jazz che vorrebbe far divertire fatto da musicisti che non sappiano fare il Jazz e ne imitino malamente il linguaggio. Quando ci si imbatte in band che non siano impeccabili e che abbiano alla guida un musicista carismatico come Gelato, il risultato è opposto a quello che ci si era prefissati prima: ci si immerge in un mare sconfortante di malinconia. Anche perché il Jazz da ballare ha una tradizione solidissima che è difficile da mantenere ad alto livello.

Ray Gelato con i suoi Giants ha fatto appunto musica di alto livello tecnico – espressivo. Stiamo parlando di un musicista che ha grande cura della parte musicale in senso stretto dei brani che porta sul palco: naturalmente sono brani scelti ad hoc e con scaltrezza per divertire, e ad Alba non a caso Gelato ha reinterpretato (oltre che brani originali “in stile” ) anche famose canzoni napoletane o successi di Fred Buscaglione, che fanno immediatamente presa su un pubblico variegato anche come età e come esperienze musicali. Brani che tutti conoscono e che è facile accendano il pubblico, ma che vengono suonati (e cantati) con , con energia, ammiccando, certo,  ma in modo divertito e divertente e da musicisti che sanno il fatto loro come jazzisti . La sezione fiati esegue obbligati ineccepibili e risponde con cori perfetti ai lanci vocali del leader. I background dell’ orchestra sono impeccabili. I soli sono divertenti e nient’ affatto scontati. Ray Gelato sa tenere il palcoscenico, ovvero fa spettacolo.
La musica può essere spettacolo e divertimento ma la finalità “ludica” non deve mai significare un abbassamento delle capacità espressive della Band e dei singoli musicisti. Ci vuole espressività per esprimere il divertimento. Ecco perché possiamo parlare del concerto di Ray Gelato come di un gran finale in Jazz ad Alba Jazz, che è ufficialmente entrata nel suo decimo anno in grande allegria. Arrivederci all’ anno prossimo!
Le foto dell’ ultima serata sono state gentilmente concesse da Franco Truscello

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